HAMID ZARE

NON – MO(VE)MENT

29 NOVEMBRE 23 
13 DICEMBRE 23

Pittore internazionale, nato a Yazd in Iran, espone per la prima volta a Roma la sua nuova serie.

Una decina di opere con tecnica mista e olio su tela, dove in primo piano ci sono l’essere umano con il suo IO. L’Umanità vista da Hamid è qui immobile come una statua, non Mo(ve)ment, non si muove non trova i suoi momenti. Cerca attraverso le sue opere di toccare le coscienze, con uno sguardo socio-culturali.  Nulla è per caso, tutto è accuratamente studiato in una pittura leggera, simbolica, introspettiva, mentale, creata con maestria e inspirata ai grandi maestri del passato.

“Le opere di Hamid Zare, racconta la curatrice, ci portano in un viaggio nel tempo e dedica la sua ricerca estetica all’essere e l’esistenza.  C’è una sospensione, le opere ricordano temi dell’infinito, della solitudine, del tempo che non scorre. Nei suoi quadri, infatti, tutto sembra essersi fermato: la figura, gli oggetti apparentemente familiari, sono come trasfigurati e si lasciano osservare, una realtà che alla fine percepiamo come diversa, come alternativa a quella in cui noi viviamo. Opere che dialogano con l’animo umano, sono in cerca di qualcosa che non sanno se trovarlo o perderlo. Un’umanità che viene rappresentata come una statua, per la sua staticità, come la nostra società che non ha mai un momento per ritrovar sé stessi ed è il tempo per fermarsi: l’essere umano qui è solo, con la sua immobilità e la mancanza di comunicazione. Questa pittura introspettiva e da interpretare, crea sensazioni ed emozioni profonde. Le sue opere infatti vengono evocate dall’uso del colore mai troppo squillante talvolta cupo, variano con tonalità tra il grigio, verde e marrone con tutte le sfumature e con ombre nette e scure dove gli oggetti sono la chiave per risolvere l’enigma”.

Hamid Zare – Artista: Nato nel 1990 a Yazd, in Iran. Ha studiato Arte e finito con un master in pittura presso l’Università della Scienza e della Cultura di Teheran, dove a esposto con diverse mostre. La sua attività artistica e professionale è iniziata nel 2015 e ha tenuto numerose mostre personali e collettive in Iran, Austria e ora in Italia. Tra il 2019 e 2021, ha collaborato con l’Istituto Porta Coeli curando il Mediterranean Contemporary Arts Festival di Potenza. Innamorato dell’Italia e la sua cultura storica, ha deciso di rimanere a studiare un secondo Master di moda presso l’Università La Sapienza di Roma, dove attualmente vive e lavora.

Immobilità e attesa…nei visi statuari, nelle ombre, negli oggetti che creano simboli di sospensione; l’Arte di Hamid Zare è introspettiva e mentale, fa pensare: da ammirare in silenzio guardando tutto nei dettagli, chiudiamo ora gli occhi e facciamola entrare dentro di noi: è un’arte nuova, libera e profonda. L’Umanità vista da Hamid Zare, qui nelle sue opere, è statica come una statua, cerca attraverso le sue opere di far muovere le coscienze, con un nuovo sguardo socio-culturale.  Nulla è per caso, tutto è accuratamente studiato in una pittura leggera, simbolica, introspettiva, creata con maestria e inspirata ai grandi maestri del passato.

Le opere di Hamid Zare ci portano in un viaggio nel tempo e dedica la sua ricerca all’essere e l’esistenziale.  C’è questo silenzio attorno, le sue opere evocano i temi dell’infinito, della solitudine, del tempo che non scorre, anzi lo ferma per un attimo e noi con lui. Ci porta a riflettere sulla nostra società. Quasi ci spiazza. Nei suoi quadri il tempo sembra essersi fermato: la figura, gli oggetti apparentemente familiari, sono come trasfigurati si lasciano osservare, una realtà che alla fine percepiamo come diversa, come alternativa a quella in cui noi viviamo.

In mostra, le opere dialogano con l’animo umano, sono in cerca di qualcosa che non sanno se trovarlo o perderlo. Un’umanità che viene rappresentata come una statua, per la sua staticità, come la nostra società che non ha mai un momento per fermarsi e ritrovar sé stessi: L’essere umano è solo, con la sua immobilità e la mancanza di comunicazione. Questo repertorio figurativo da interpretare, crea sensazioni ed emozioni profonde. Le sue opere infatti vengono evocate dall’uso del colore mai troppo squillante talvolta profondo, variano con tonalità tra il grigio, verde e marrone con tutte le sfumature e con ombre nette e scure. Gli oggetti accostati in maniera studiata, capace di solidificare i colori alla base, come in un gioco di tarsie marmoree, sono la chiave per risolvere l’enigma.

L’arte di Hamid ricerca il meraviglioso che affiora nel quotidiano. Un universo simbolico da interpretare, dove Il mistero, nelle opere è certamente evocato anche dall’uso del colore, che non è mai troppo squillante o luminoso, steso in leggerezza, prima acrilico poi olio sulla tela con una tecnica a superfici piatte. La potenza della luce nelle tele è nella sua essenza originaria: una maniera in cui la verità si fa presente. L’arte ha doppio volto: mentre svela torna a velare. il mondo di Hamid Zare svelato dall’arte si fonda su uno spazio inconscio in cui rimane nascosta. Mostrando una nuova prospettiva sul mondo attuale, ci richiama, automaticamente al suo mondo immerso, e che tale svelamento ha richiesto. Questo racconto personale in ogni opera d’arte resta aperta a infinite interpretazioni e suggestioni. Oltre il Non Mo(vi)mento del mondo: tale significato non può essere descritto con le parole, ma solo rivelato da un’immagine, che Hamid ha il potere di fissare attraverso le sue opere. L’enigma, il mistero, lo spaesamento sono i veri protagonisti della sua pittura. Un’esperienza di nuovi orizzonti che solo l’Artista ci può regalare. Questa frase del cineasta Lajos Balászovits esprime esattamente quello che per me l’arte di Hamid Zare desidera esprimerci: “Evocate il silenzio. Sopprimete ogni pensiero, ogni immagine che si affaccia alla vostra mente con un colpo netto, come si recide un giunco. Siate immobili, siate impassibili. Siate immobili, provate a non vedere con gli occhi e a non udire con le orecchie. Siate immobili, giungerete a vedere senza occhi, a toccare senza mani, a giungere senza camminare. Rare sono le parole che hanno potenza. Siete pieni di potenza voi stessi, eppure non lo sapete”.

Le opere d’arte di Hamid Zare sono capaci di produrre una nuova esperienza, mostrare nuove strade e non restare immobili. Non pretendere di descrivere l’essere o l’esistenza umana, cioè il rapporto di ogni uomo con gli altri, con il mondo e con il tempo: ne può solo raccontare attraverso la tela, svelare il mondo ma senza spiegarlo.

The Self Evident


Mix media on canvas


100 X 70 cm


2020

The thinking

Mix media on canvas

100 x 70 cm

2020

Untitled

Mix media on canvas

120 x 80 cm

2022

Untitled

Mix media on canvas

120 x 80 cm

20220

“Staying or migrating, That is the question“

Mix media on canvas

105 x 105 cm

2017

Untitled

Mix media on canvas

125 x 85 cm

2022

In praise of self-improvement

Mix media on canvas

100 x 70 cm

2020

“Staying or migrating,
That is the question “

Oil on canvas

100 x 70 cm

2022