Annita Mechelli e gli angeli del Giubileo
di Gina Ingrassia
Con un suggestivo corpus di sedici opere su tela, la mostra Gli angeli del Giubileo di Annita Mechelli rende omaggio all’Anno santo in corso e alla dimensione più profonda e universale del suo messaggio attraverso la capacità dell’arte di comunicare il sacro e il trascendente.
Annita Mechelli è una figura di spicco nel panorama artistico, ha sperimentato a 360 gradi l’Arte, si è cimentata nel disegno, nella pittura nell’incisione, nella ceramica e ha realizzato gioielli, tuttavia è conosciuta principalmente per le sue sculture di grande impatto, caratterizzate da forte capacità espressiva e una raffinata tecnica, acquisita nel corso di lunghi anni di studio e sperimentazione, all’Accademia di Belle Arti e presso lo studio del Maestro Pericle Fazzini di cui è stata discepola prediletta.
La sua lunga e prestigiosa carriera l’ha portata a lavorare in diversi contesti, realizzando opere pubbliche che si inseriscono nel tessuto urbano e culturale di numerose città e contribuiscono a un dialogo tra arte, spiritualità e tessuto sociale.
Questa mostra presenta la sua produzione più recente, costituita da dipinti che emergono da una genesi singolare: le tele sono nate da una visione avvenuta durante un momento di riposo, tra il sonno e la veglia, in cui entità angeliche si sono manifestate ai sensi dell’artista, spingendola a tradurre in colore e forma le loro presenze. È proprio questa esperienza spirituale-intuitiva che ha dato vita a opere vibranti, animate da un senso di mistero e trascendenza.
I dipinti, sono eseguiti con una pennellata originale che conferisce movimento e leggerezza alle figure angeliche. Predominano i colori del blu, simbolo del cielo, del divino e dell’infinito, che crea un’atmosfera di introspezione e contemplazione; il bianco, che richiama la purezza, la
spiritualità e l’innocenza; e l’oro, elemento sacro per eccellenza, che evoca la luce celestiale, la sacralità e l’eternità. Una palette cromatica che invita lo spettatore a immergersi in un mondo di simboli e di suggestioni sensoriali, che trascendono il visibile e aprono a un orizzonte spirituale più ampio. Le figure angeliche sono rappresentate in diversi atteggiamenti e fattezze,
alcuni con le ali spiegate, altri in atteggiamenti di contemplazione o di movimento lieve, quasi a suggerire la loro presenza come messaggeri tra il cielo e la terra.
Accanto ai dipinti, la mostra presenta due opere scultoree, selezionate tra la fittissima roduzione, che dialogano simbolicamente con le tele, creando un percorso visivo e concettuale ricco di significato: una donna supina sdraiata, e una sfera.
La figura femminile, apparentemente immobile e in uno stato di riposo, apre la narrazione dell’intera mostra, richiamando simbolicamente la genesi stessa delle opere e il momento di ricezione delle visioni angeliche. La sua postura richiama all’ascolto e all’apertura all’invisibile, come un invito a entrare in un rapporto di fiducia e di accoglienza con il sacro.
La seconda scultura, una sfera, elemento iconografico universale che rappresenta il mondo e l’infinito, simbolo di completezza e di totalità, si inserisce perfettamente nel contesto delle opere pittoriche, rafforzando il tema di un messaggio universale e onnicomprensivo. La sua forma perfetta evoca l’idea di perfezione divina, di un ordine cosmico che si riflette nelle
figure angeliche e nelle tele. L’interazione tra le sculture e i dipinti crea un percorso visivo e simbolico che invita lo spettatore a riflettere sulla dimensione spirituale e cosmica
dell’esistenza, sulla presenza degli angeli come messaggeri e simboli di speranza e rinnovamento, ponte tra il mondo terreno e quello celestiale, un invito alla meditazione e alla ricerca interiore.
Gli angeli del Giubileo diviene così non solo un omaggio alla sacra ricorrenza ma anche un’ode alla capacità dell’arte di dialogare con il sacro, di elevare lo spirito e di toccare le corde più profonde dell’animo umano. In quel viaggio tra il divino e il quotidiano, tra il visibile e l’invisibile, tra il reale e il trascendente che si intraprende passeggiando tra le opere esposte in mostra, Annita Mechelli dimostra ancora una volta come l’arte possa essere strumento di elevazione e di trasformazione, capace di unire dimensione spirituale ed espressività estetica in un percorso di grande intensità e suggestione.